Giovedì 19 febbraio 2015 si inaugura negli spazi espositivi di MACRO Testaccio la mostra di Giuseppe Ducrot, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Achille Bonito Oliva. Resta aperta al pubblico dal 20 febbraio al 10 maggio 2015.
Una sorprendente galleria di sculture, dai modelli in resina ai bozzetti in ceramica, dalle incomparabili invenzioni in terracotta invetriata alle scenografiche forme neobarocche.

Giuseppe Ducrot nasce nel 1966 a Roma, dove vive e lavora. La mostra riflette la libertà compositiva di Giuseppe Ducrot: una combinazione e contaminazione di stili e di riferimenti all’antico rivisti con una sensibilità moderna. Una manualità, che rappresenta l’anello di congiunzione fra antico e contemporaneo, raggiunta con una accurata tecnica della lavorazione dei materiali.

Ducrot da alcuni anni sperimenta, in piena autonomia creativa, soluzioni tecniche e formali lavorando materie come la ceramica e la terracotta invetriata.
Il suo infaticabile procedere sulle traiettorie parallele della citazione e dell’invenzione, della costruzione e della dissoluzione della forma, viene presentato negli spazi di MACRO Testaccio, in un percorso espositivo suddiviso in quattro sezioni – Genius loci, Committenza, Materia, Vanitas – dedicate al processo creativo dello scultore romano.

Il genius loci deriva dal rapporto inscindibile che Ducrot ha instaurato con la Città Eterna, la committenza pubblica ha ricoperto un ruolo basilare nella produzione artistica dell’artista. Le opere conseguite per S. Maria degli Angeli, la Basilica di San Pietro, la cattedrale di Noto, si caratterizzano per una modernissima autonomia compositiva. La materia si fonda sull’abilità di lavorare sulle gerarchie dei volumi, sui rapporti di pieno e di vuoto, sui raccordi e le soluzioni formali tra massa e superficie. Scolpisce il marmo, modella l’argilla e la ceramica invetriata, mentre con la tecnica della fusione a cera realizza nel corso degli anni bronzi di eccezionale fattura.

Infine, il tema della vanitas, posta al centro della riflessione condotta da Ducrot sulla caducità della materia e sulla finitudine dell’esistenza, viene raffigurata dalla serie di teschi che rimandano all’arte barocca.
La mostra prevede la proiezione di un corto documentario di Chiara Nano (durata: 26’05”), dal titolo L’Ultima Nicchia, in cui si susseguono le fasi di lavorazione del S. Annibale Maria di Francia, statua imponente in marmo di Carrara posta in una nicchia esterna della Basilica di San Pietro in Vaticano.

MACRO Testaccio
piazza O. Giustiniani 4, Roma

Orario: da martedì a domenica, ore 16.00-22.00 (la biglietteria chiude 30 minuti prima)
Intero: non residenti 8,50 €, residenti 7,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 7,50 €, residenti 6,50 €
INFO: +39 06 67 10 70 400

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