Il Teatro Vascello di Roma dedica, da giovedì 12 a domenica 22 febbraio, nella sala Giancarlo Nanni, una “antologica” alla celebre compagnia napoletana composta da grandi artisti come Mario Martone, Toni Servillo, Antonio Neiwiller. L’antologica del Vascello offre un ampio spettro di attività: proiezioni, incontri e spettacoli.

Inizia con I Giocatori dello scrittore catalano Pau Mirò. Renato Carpentieri, il professore, Enrico Ianniello, il becchino, Tony Laudadio, l’attore, e Luciano Saltarelli, il barbiere, interpretano quattro strani personaggi maschili tra dramma e commedia, giocatori di carte, delinquenti o semplicemente uomini in cerca di se stessi.

Nei dieci giorni del focus saranno proiettati alcuni film prodotti da Teatri Uniti: il 19 febbraio una delle poche testimonianze del lavoro di un grande attore purtroppo scomparso, Antono Neiwiller: il monologo de l’altro sguardo, per la regia di Rossella Ragazzi; il 20 febbraio Rasoi, con Enzo Moscato, Toni Servillo, Iaia Forte e Licia Maglietta, per la regia di Mario Martone; il 21 febbraio L’uomo di carta con Andrea Renzi diretto da Stefano Incerti, e l’antologica si conclude domenica 22 febbraio con Delirio amoroso di Alda Merini con la regia video di Silvio Soldini.

Toni Servillo è il direttore artistico di Teatri Uniti e Angelo Curti ne è il presidente.

Teatri Uniti nasce a Napoli nel 1987, dall’unione di Falso Movimento, Teatro dei Mutamenti e Teatro Studio di Caserta, tre formazioni che avevano profondamente caratterizzato il panorama teatrale italiano ed internazionale degli anni Settanta. Teatri Uniti si presenta come un laboratorio permanente per la produzione e lo studio dell’arte scenica contemporanea che intreccia in modo innovativo il linguaggio propriamente teatrale con quello del cinema, della musica, delle arti visive.

L’unicità di Teatri Uniti consiste nell’avere accostato la produzione cinematografica all’attività teatrale con la conseguente nascita di opere eccezionali: Morte di un matematico napoletano (Gran Premio della Giuria a Venezia 1992) e L’amore molesto (Cannes 1995) di Mario Martone, Il verificatore (Venezia 1995) e Gorbaciòf (Venezia 2010), di Stefano Incerti, L’uomo in più (Venezia 2001) e Le conseguenze dell’amore (Cannes 2004), di Paolo Sorrentino.